‘Moonwalkers’ by Diango Hernández –2008

Ci sono tre giorni importanti nella mia memoria il primo quando ho visto il primo seno o popolarmente parlando la prima tetta, il secondo quando ho fato un’antenna di FM che ho sistemato sopra il mio tetto e il terso momento è stato quando ho dovuto togliere la mia antenna di FM. Particolarmente il secondo episodio non lo ricordo cosi bene perché ero tutto agitato quel giorno tanto che mi sono caduto dal tetto e mi sono fratturato il braccio sinistro.

Da fronte alla radio ho sentito i brividi mai sentiti, la musica che arrivava del nord stimolava la mia fantasia e bussava ogni porta che miei maestri e il sistema avevano dichiarato come vietata, dopo un po’ la musica non solo bussava ma brutalmente spaccava ogni di queste stupide porte fino il giorno che la mia mamma mi ha detto: L’antenna non va benne! Devi toglierla.

- Perché?

- Perché tutti in queto paese sanno che in questa casa se ascolta la radio nemica.

Le voci che ho sentito con la mia radio, una radio Russa di marca SELENA che al tempo era l’unica radio con ricevitore di FM, c’erano voci umane uguale a quelle che parlavano e suonavano nella radio Cubana allora non capivo perché non potevo ascoltarli. Dopo un po’ di tempo ho capito bene il perché. L’unica ragione se chiamava paura, paura di un sistema che in vece di parlare di liberta parlava de limiti, ma la contraddizione fondamentale che fino adesso non ho capito bene è come mai una rivoluzione socialista può avere limiti? Il limite è un concetto borghese che si deriva della proprietà privata, concetto che la stessa rivoluzione a proclamato come nemico numero uno de qualsiasi forma di rivoluzione socialista.

Va bene le ho detto alla mia mamma, domani porto giù l’antenna, ma quello che veramente ho fato è stato trasformare tutta la casa in una antenna gigante, invisibile e permanente monumento a miei moonwalker amici e a Billy Jean.

Düsseldorf 08